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Il complesso conventuale dei Frati Cappuccini di Montefiascone venne benedetto Il 4 febbraio 1580 dal Capitolo della Cattedrale “a lode e venerazione di Dio onnipotente e di Maria sua Vergine Madre”. La nuova struttura costruita per i cappuccini dalla Comunità di Montefiascone in località Tartarola, vide la consacrazione della chiesa espletuata dal vescovo diocesano Mons. Bentivoglio il primo settembre 1591 in onore di Santa Felicita martire.
Info: Convento dei Frati Cappuccini; Casa di accoglienza Francescana Raggio di Sole. Via San Francesco, 2 – Montefiascone (VT)
Tel. 0761 826098 – 0761 820340 – P. Gianfranco Palmisani, cell. 335.354799; Signora Edy Bartolo cell. 347.5900953.
Vedi anche: Chiesa di Santa Felicita, Frati Cappuccini Montefiascone
CONVENTO DEI FRATI CAPPUCCINI
LA STORIA
Il complesso conventuale dei Frati Cappuccini di Montefiascone è situato appena fuori la città, sulla via Verentana, in una posizione panoramica vastissima, seconda solo alla locale Rocca dei Papi. Lo stabile comprende in un’unica struttura architettonica chiesa e convento, come è caratteristica dei conventi cappuccini. Inizialmente i frati abitarono in città, in una casetta donata dalla Signora Armellina il 5 maggio 1568. Il 4 febbraio 1580 il Capitolo della Cattedrale benedisse “a lode e venerazione di Dio onnipotente e di Maria sua Vergine Madre”, la nuova struttura costruita per i cappuccini dalla Comunità di Montefiascone in località Tartarola. La Messa fu detta in una cappella ivi già esistente. La chiesa fu consacrata dal vescovo diocesano Mons. Bentivoglio il primo settembre 1591 in onore di Santa Felicita martire. Ma da quando il predicatore cappuccino Carlo da Motrone (+1763) divulgò nella zona la devozione alla Madonna della Vittoria, fu posto sull’altare maggiore il dipinto di Gaetano Lapis (+1773), che la rappresenta, fu detta “chiesa della Madonna della Vittoria”, di cui si celebra annualmente la festa popolare. Questo convento è stato sede, nella sua lunga storia, per molti anni, fino al 1976, anche del Seminario Serafico “Sant’Antonio” per i ragazzi aspiranti alla vita cappuccina. Nel 1981 ospitò per alcuni anni il liceo scientifico e altre scuole superiori statali. Nella peste del 1657-58 quattro cappuccini morirono nell’assistenza agli appestati in paese e nel circondario del lago. Di nuovo furono volontari in prima linea nell’assistenza ai colpiti dall’epidemia nel 1761: in quella circostanza fr. Felice da Montefiascone (Zampetta Giuseppe) scrisse un libriccino di norme igienico-sanitarie come istruzioni per assistere i malati, dato che non si trovava più chi li assistesse. Nel 1884 il sindaco Mauri, a nome della Giunta, chiese ai cappuccini che si tenessero pronti per assistere i malati in previsione di una eventuale epidemia, perché non si trovava chi potesse farlo. Nel 1916-’17 nel convento fu stabilito il Lazzaretto e vi furono ricoverati 16 malati di meningite. Nel 1873, in seguito alla legge che sopprimeva gli Istituti religiosi e ne incamerava i beni, i cappuccini furono costretti a lasciare il convento e a rifugiarsi in qualche famiglia benevola della città, altri si rifugiarono nella frazione di Zepponami e costruirono la chiesa della Madonna del Giglio e, intorno, un piccolo convento (1873). Nel 1892 riuscirono a ricomprare il loro convento e tornarci ad abitare.
L’ultima guerra ha visto il convento pieno di gente, di tedeschi e di americani. La profonda cantina del convento fu rifugio sicuro ed ospitale per tante famiglie durante i bombardamenti. Il 26 maggio 1944, alle ore 7,10, alcune bombe caddero nell’orto del convento, ma senza provocare danni alle persone. Il convento era diventato non solo rifugio, ma anche luogo di raccolta di viveri e vestiario che in quelle circostanze era possibile reperire. Nel corso dei secoli, 31 cittadini di Montefiascone sono divenuti cappuccini. Uno di questi, fr. Felice (Mengarani Giannantonio) è “servo di Dio”, morto in fama di santità nel 1828. Molti ricordano ancora il “cavadenti” fra Lorenzo (+1935) e, in particolare, p. Bernardo Fioretti (+1980), professore di lettere classiche nelle scuole statali, morto nel 1980. In contrada Zepponami è vivissimo il ricordo dei due ultimi cappuccini montefiasconesi Enrico Ranaldi (+1998), missionario in Madagascar, e Felice (Faustino) Cosimi (2008), cappellano dei lavoratori dell’ATAC e della STEFER a Roma.
DESCRIZIONE
Ora la struttura conventuale dei Frati Cappuccini di Montefiascone è casa di accoglienza, soprattutto di gruppi giovanili o di chi desidera fare l’esperienza di una vita semplice ed essenziale, in un luogo carico di storia francescano-cappuccina. La struttura recettiva, ha l’ingresso a sinistra della chiesa, con la quale forma un unico complesso. Ha una capacità di circa 90 posti letto in camere e in camerate con letti a castello. Al piano terra si trovano il refettorio, la biblioteca e gli spazi a giorno annessi al chiostro. Nel primitivo piccolo refettorio è conservato un affresco che raffigura il Riposo della Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto con in alto a sinistra il Seminario del Barbarigo. Importante anche la tela dello Sposalizio di Santa Caterina. Tutte e due le opere d’arte sono databili al XVII secolo. Al centro del chiostro è conservato il pozzo quadrangolare, destinato ad accogliere l’acqua piovana dei tetti, necessaria per la vita dei frati e così profondo da raggiungere il livello dell’orto da innaffiare. Il piano superiore è riservato alle stanze per la notte e agli ambienti comuni, come la sala lettura, la sala video e un’altra sala adibita a refettorio. La Casa d’accoglienza mette a disposizione degli ospiti ampi spazi di verde, con zone attrezzate per l’attività sportiva e di intrattenimento, come un piccolo campo da pallavolo, un campo di calcio e una zona barbicue con forno a legna.
Il panorama si spinge fino al mare verso Civitavecchia, Montalto e l’isola del Giglio da una parte, fino al monte Amiata e Radicofani dall’altra verso Siena e s’incanta davanti al sottostante lago di Bolsena, che si accende di mille colori al tramonto. Viterbo e i monti cimini chiudono l’orizzonte verso Roma.
BIBLIOGRAFIA
G. BRECCOLA – M. MARI, Montefiascone, Grotte di Castro 1979.
P. BRIGLIOZZI, Storia del Convento dei Cappuccini in “La Voce”, mensile di Montefiascone, Montefiascone 1977.
CORDOVANI, I Cappuccini a Montefiascone, Montefiascone 1982.
R. CORDOVANI, Cronaca manoscritta del convento dei cappuccini di Montefiascone, in Biblioteca e Società, Viterbo 1982.























