
Il circuito Fondo Valle all’interno della Valle Perlata (caldera di Montefiascone), si presenta come un ottima passegiata con media difficolta per tutti gli amanti della natura e non solo. Scarica la cartina.
Info: Ufficio turismo Tel. 0761.832062-60 (h 8.00 -14.00) – www.comune.montefiascone.vt.it – Ass.to all’Agricoltura e all’Ambiente
Difficoltà Bassa. Lunghezza complessiva: 6.250 metri. Dislivello: 72 metri. Tempo di percorrenza medio: 2 ore
CIRCUITO DI FONDO VALLE
CIRCUITO NATURALISTICO, STORICO, ARCHEOLOGICO DI MONTEFIASCONE
Il circuito di Fondo Valle all’interno della Valle Perlata (caldera di Montefiascone), si presenta come un ottima passegiata adatta a tutti gli amanti della natura e non solo. Per percorrere il circuito Fondovalle si consiglia di partire dal parcheggio nei pressi del fosso Ponticello, alla fine di Via del Lago. Da qui si risale lungo la Strada del Lago (asfaltata), dove si può effettuare una piccola deviazione dopo circa 650 m a dx in una stradina in discesa fino alle rovine del Molino di Mezzo (2) oramai non più visibile ad alla sorgente Valle Perlata (G7) le cui acque rossastre, ferruginose, si uniscono a quelle del fosso Ponticello. Tornando sulla Strada del Lago, dopo circa 500 m (1,1 k dal parcheggio), si svolta a dx, sulla Strada Molin da Capo (sentiero giallo) fino alle rovine del Molin da Capo (1) avvolte da un manto di bosco di bambù. Si prosegue lungo il sentiero a sx risalendo fino alla Chiesa Madonna della Valle (2). Dalla chiesa si ridiscende di nuovo a valle, fino ad incontrare il pozzo artesiano (G 6) lungo una curva a gomito; si prosegue sempre dritti lungo Strada Pantano per circa 1 km fino alla Strada del Lago (asfaltata). Qui si risale per circa 200 m a dx in direzione di Montefiascone, per poi riscendere a sx all’incrocio con la Strada Montarone (sentiero rosa). Si prosegue quindi sempre sulla stessa strada di fondovalle per circa 1,8 km fino all’incrocio con la Strada Coste (sentiero blu). Qui si gira a sx per tornare alla Strada del Lago (asfaltata) poi a dx, costeggiando il rilievo di scorie e lave Orto Piatto (G8) fino al punto di partenza del parcheggio.
Di seguito vengono inserite alcune descrizioni dei punti d’interesse presenti lungo il circuito.
PUNTI DI INTERESSE SENTIERI “VALLE PERLATA” MONTEFIASCONE. LE CHIESE
CHIESA SANTA MARIA DELLA VALLE (2)
La chiesa, quasi certamente sorta in epoca altomedievale, ha una pianta quadrangolare con tetto a doppio spiovente, ed una sola entrata sul lato occidentale; sul fianco orientale vi è un edificio rettangolare più alto ed a destra un campanile a vela. All’interno il soffitto è formato da mattoni con decorazioni bicrome con la scritta “Maria ora pro nobis” ed una data, 1646. Il culto di Maria è stato sempre molto vivo nella popolazione ed è tramandato sino ad oggi con una messa il giorno 8 Settembre seguita da una festa popolare. La chiesa si trovava vicino al castello di valle Perlata da cui deriva l’antico nome della valle.
PUNTI D’INTERESSE STORICO CULTURALE
MULINI IDRAULICI (1, 2, 3)
Nella valle esistevano tre molini: Molino da capo (1), di mezzo (2) e di fondo (3), di proprietà della Chiesa sin dal 1300-1400. Nel 1901 i molini lavoravano ciascuno con turni di 2 ore al giorno. Questi azionavano delle macine per il grano ed altri cereali come il miglio, la segale, l’orzo e la spelta. Per il funzionamento dei molini, il fosso veniva deviato con la formazione di piccoli invasi a monte di ogni mulino, questi venivano svuotati durante le ore di funzionamento, per poi riempirsi nuovamente. I dati storici (1471) indicano che i mugnai trattenevano 1/16 del macinato “pro mulitura” ed era loro vietata la vendita delle farine prodotte. Attualmente, ad esclusione del molino di valle, gli altri due sono in rovina o completamente ricoperti dalla vegetazione.
LE STREGHE DELLE COSTE (4)
La frazione delle coste è interessata da una legenda: si credeva che in questo luogo vivessero le streghe, donne diaboliche che non potevano avvicinarsi ai sacramenti, che avevano la facoltà di trasformarsi in animali (preferibilmente gatto o capra) che potevano anche trasformarsi in vento ed entrare nelle case dalle fessure delle porte e delle finestre. Vicino alla chiesa di San Pancrazio era localizzata la “casa del Cempene” (cembalo o tamburello) in cui si riunivano le streghe, raggiunte dal diavolo o Crapione (da caprone), vestito di azzurro, come i demoni etruschi, colore che ricordava le tempeste e quindi le sciagure. San Pancrazio, protettore degli abitanti delle Coste aspettava il giorno per annullare con una benedizione i sortilegi del diavolo e delle streghe, proteggendo le coltivazioni e gli abitanti della valle. Questa località è una delle più antiche, le cui grotte furono abitate dai tempi protostorici.
PUNTI D’INTERESSE GEOLOGICO NATURALISTICO
CALDERA DI MONTEFIASCONE (1)
La depressione ad ovest di Montefiascone (Madonna della Valle) è una tipica caldera di sprofondamento che si formò durante le ultime fasi di attività del vulcano Vulsino, circa 155.000 anni fa; il bordo del cratere è ancora ben visibile ed ha un diametro esterno di circa 3 km ed interno di 1,5 km. Lungo il margine della caldera si è sviluppato parte del paese, come la frazione delle Coste e delle Mosse.
POZZO ARTESIANO (6)
Un pozzo artesiano è dato da una perforazione che raggiunge uno strato ricco di acqua in pressione, posta al di sotto di uno strato di terreno impermeabile. Quando il livello della falda a riposo (livello statico) si trova ad una quota superiore a quella del terreno, si ha un pozzo “naturalmente fluente”, da cui l’acqua fuoriesce naturalmente, senza bisogno di installare una pompa. Alcuni di questi pozzi artesiani, nella valle, sono caratterizzati da acque mineralizzate fredde, ricche in ferro ed anidride carbonica, a causa della risalita di fluidi da fratture profonde nel terreno (faglie).
SORGENTE MINERALE
“Bagno di Valle Perlata” (7)
Questa sorgente, proveniente da un’antica captazione che si approfondiva nella vicina collina, era conosciuta come “bagno di Valle Perlata”, dove venivano raccolte acque tiepide, solfuree e fredde, utilizzate dalla popolazione per le proprietà terapeutiche e segnalate sin dal 1471. Il bagno, in origine, era formato da una vasca rivestita in pietra, con perimetro di 50 piedi, con dei sedili all’interno che facilitavano le immersioni nelle acque curative. L’acqua è classificabile come minerale fredda; nella stessa area sono presenti altre emergenze sorgive mineralizzate fredde, come quella in prossimità delle rovine del molino di mezzo.
















